Imagine a Lo scompiglio

Venerdì 7 ottobre alle ore 19:30 LeeLe - sherazàde
Venerdì 14 ottobre alle ore 19:30 Vincanto - Se vi assiste la Memoria

sherazàde

Tratto da “Una forma di vita” di Amelie Nothomb” la lettura ripercorre lo scambio epistolare tra la famosa scrittrice e il soldato obeso Malvin Mapple di stanza a Baghdad. Lo stravolgente scambio epistolare si arresterà all’improvviso, quando il soldato smette di scrivere e Amelìe cerca di ritrovarlo..  “La droga, parliamone. Una guerra moderna non si riesce a sopportare senza l’uso di stupefacenti. In Vietnam i nostri avevano l’oppio che, qualunque cosa se ne dica, crea una dipendenza molto inferiore a quella che è ormai la mia…il grasso umano sta a Bush come il napalm a Johnson”.  Melvin non entra più nei tank, mangia per morire, con la sua stazza fa da scudo umano agli altri in combattimento. Il suo grasso è una ribellione autodistruttiva. Di notte, nel  buio della sua branda, sfiorando ormai i duecento chili, sa di essersi arricchito di un’altra persona: assegna al suo grasso un nome di donna, Sherazàd, che compenetrata con il suo corpo ormai incapace d’amore, gli parla a lungo, trasformando le ore di veglia in un tempo da amanti felici… “Non mi parla più di Sherazàd. Come sta? La mia lettera sarà breve, ho molta posta da sbrigare.”

Voci recitanti:
Katia Frese
Andrea Giuntini


Se vi assiste la Memoria

Un viaggio che parte dalla toscana contadina, per raccontare una parte della nostra storia. Dai canti di lavoro, nei campi, sotto il sole che non tramonta mai, a quelli di festa, passando per ballate narrative e filastrocche per bambini. Canti dei contadini, delle mondine, dei migranti, che hanno tramandato con la voce la memoria della storia. Voci che per non morire cantavano, storie nascoste tra le righe di filastrocche e ninne nanne, parole non dette ma cantate, per ricordarsi di essere, di fronte all'alienazione della miseria, alla prepotenza del padrone, alla fatica quasi insopportabile del lavoro.

Tre musicisti capaci di confrontarsi sia con raffinate polifonie vocali sia con brani solistici, accompagnati dalla chitarra, dalla fisarmonica, dai flauti e dalle percussioni, per raccontare un passato assai vicino, ma troppo spesso dimenticato.

Ilaria Savini voce e percussioni
Simone Faraoni fisarmonica e voce
Alessandro Cei chitarra e voce



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